A cura di Alice Martini

Incontriamo Laura Salvaro, docente di pianoforte di A.LI.VE dal 2017, che ha fatto della sua passione per la musica il suo percorso lavorativo. «La cosa più bella è svegliarsi sapendo di fare nella vita il lavoro che più ti piace e che ti appaga ogni giorno» afferma la maestra.

Mi racconti la sua carriera accademica e lavorativa

«Ho iniziato lo studio del pianoforte all’età di sette anni sotto la guida del Maestro Paolo Facincani che mi ha trasmesso fin da piccola la passione per la musica. Ho proseguito gli studi al Conservatorio di Verona diplomandomi con la professoressa Sabrina Reale. Negli anni a seguire mi sono laureata in Beni culturali all’Università di Verona con una tesi riguardante la musica e l’arte. Dal 2014 insegno pianoforte presso il Cinema Teatro di San Massimo, paese in cui vivo e dal 2017 faccio parte del corpo docenti di pianoforte del Centro di Educazione Artistica di Verona e di A.LI.VE».

Come ha conosciuto A.LI.VE.? Cosa ne pensa dell’Accademia?

«A.LI.VE. l’ho conosciuta ancora nel lontano 2001 quando facevo parte del coro voci bianche nella produzione della Fiaba di Aida e, già da allora, si iniziava a respirare quell’atmosfera ricca di musica, canto e teatro. Penso che l’Accademia sia un luogo di crescita per bambini e ragazzi, che possa aiutarli a vivere in un ambiente a contatto con la cultura e l’arte che comprende la musica e il teatro e tutte le emozioni che ne derivano».

Qual è il suo rapporto con gli allievi?

«Il mio rapporto con gli allievi è ben definito e chiaro tra maestra e ragazzo/a, soprattutto durante la lezione, ma allo stesso tempo è anche umano e di affetto quando cerco di trasmettere loro l’emozione che si prova ascoltando o suonando un brano al pianoforte».

Quali aspettative ha da questi corsi? 

«L’aspettativa che ripongo verso questi ragazzi è che possano fare della loro passione anche un lavoro futuro, così come lo è stato per me. La cosa più bella è svegliarsi sapendo di fare nella vita il lavoro che più ti piace e che ti appaga ogni giorno».

Qual è stata la maggior soddisfazione dei suoi anni di insegnamento in A.LI.VE.?

«La più grande soddisfazione in A.LI.VE. è stato vedere i ragazzi ai saggi finali pronti ad affrontare l’emozione del pubblico, ma anche consapevoli dello studio intenso dei brani affidati per l’esecuzione».

Quali sono le sue aspettative e progetti per il futuro? 

«I miei progetti per il futuro sono di poter insegnare educazione musicale nelle scuole e magari diventare docente di ruolo nella scuola statale, dopo aver passato il concorso. Ad oggi, infatti è stato rimandato a causa dell’emergenza che stiamo vivendo. Vorrei comunque continuare ad insegnare pianoforte perché resterà sempre la mia prima grande passione».

Qual è la sua opinione sul panorama artistico culturale in Italia?

«Penso che attualmente la cultura in Italia e in generale il panorama artistico sia poco valorizzato e capito, il che è un peccato viste le grandi possibilità di crescita che avrebbe il nostro paese, così ricco di storia musicale e artistica».

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