Maestro: S. Zampini

 

Giovedì 18:00/20:00 e da concordare

 

Il video maker lavora manipolando immagini, quindi deve saperle leggere. Mangiare immagini, digerire immagini, mangiare ancora immagini e digerirle per bene è l’aspetto più importante del lavoro di un video maker.

Inizieremo il corso da lontano, dagli antenati del video: la fotografia e la pittura. Studiare le inquadrature, il punto di vista, l’uso della luce, le geometrie, i colori delle opere pittoriche e fotografiche è utile per costruire una grammatica del linguaggio visivo.

Lo stile di lavoro del video maker è artigianale, il video maker come artigiano del video deve saper gestire al meglio tutti gli aspetti tecnici (regia, videocamere, luci, audio, montaggio) in situazioni molto diverse tra loro (set, spazi privati, aziende, teatri, all’aperto…).

Come ogni artigiano il video maker è al servizio del committente. La ricerca di un buon committente è fondamentale in quanto lavorare su progetti congeniali al proprio stile e ai propri interessi è più facile, gratificante e sensato di lavorare su qualcosa che non piace. Non rifiutare quello che non piace è altrettanto importante. Se una buona committenza facilita il lavoro, una richiesta meno interessante può aiutare ad esplorare situazioni che solitamente si rifiutano e a ricercare soluzioni nuove; l’attrito tra le parti genera quasi sempre qualcosa di interessante.

Il committente sa perfettamente (ma non sempre) quello che vuole, solo non sa come ottenerlo. Decifrare l’immagine che il committente ha in testa, lavorarla, puntellarla, modificarla, realizzarla a soddisfazione propria e del committente stesso è compito del video maker ed è quello che faremo durante la prima parte del corso. Appreso questo, nella seconda parte, realizzeremo un cortometraggio ideato e scritto dai partecipanti stessi.

 

 

Il corso

Il corso si sviluppa in due moduli.

MODULO 1. Dopo un’introduzione sulla retorica dell’immagine il gruppo dovrà realizzare un lavoro richiesto da una committenza esterna. Si lavora così insieme sulla decifrazione della richiesta, lo studio di opere simili già realizzate, la costruzione di una nostra idea, le riprese e il montaggio finale del lavoro.

TEMPI. Tra ottobre e novembre. 6 incontri di 4 ore. Il primo incontro riguarda la retorica dell’immagine. Il secondo prevede l’incontro con il committente e l’elaborazione dell’idea. Il terzo e il quarto sono dedicati alle riprese, il quinto e il sesto al montaggio.

MODULO 2. Il secondo modulo affronta gli stessi aspetti del primo modulo, non più vincolati alla committenza esterna. Il committente sarà il gruppo stesso, che sceso dai binari della necessità di un risultato “commerciale”, lavorerà su idee proprie e imparerà a svilupparle al meglio per ottenere un cortometraggio di finzione.

TEMPI. Tra gennaio e maggio. 20 incontri. Una prima parte strutturata a incontri settimanali da 1,5 ore dedicati all’ideazione e alla scrittura del cortometraggio e una seconda parte dedicata alle riprese e al montaggio con orari da concordare con i partecipanti.