_MG_9709 copiaÈ giunto il momento di far parlare loro, le grandi protagoniste del musical folk L’Oste in mezo ale done.

Al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto è andato nuovamente in scena “L’Oste in mezo ale done”, guadagnandosi ben due serate, 20 e 21 novembre. Lo spettacolo, con testi di Marco Pomàri e musiche di Achille Facincani, nel corso degli ultimi mesi è diventato un piccolo diamante per A.LI.VE..

Se ne è parlato parecchio sui social network e molti lettori di Alive News lo hanno visto forse anche più di una volta. Così abbiamo pensato di presentarvi le protagoniste assolute di questa commedia: le donne.

Descrivi il tuo personaggio.

ELENA FEZGA: Il mio personaggio è Nora, fa parte delle donne rivoluzionarie. Insieme a Tere e Marieta spicca tra le donne lavoratrici per la sua forza. Come tutte le rivoluzionarie è contro la tradizionale idea che la donna debba stare solo in casa, a badare ai figli, cucire e lavare. Durante la guerra, quando i mariti sono partiti per il fronte, si sono ritrovate a dover svolgere il lavoro degli uomini per portare avanti la famiglia.

Nora viene ricordata specialmente in una scena: all’arrivo delle lettere dal fronte, scopre che suo marito è morto. Ciò nonostante, cerca di non far trasparire le sue emozioni e di essere forte per continuare a fare il lavoro di suo marito. Canta una canzone dove si chiede cosa può fare una donna sola. Sa che suo marito non tornerà dalla guerra, ma può contare sull’appoggio dei suoi figli e delle altre donne che le sono accanto.

JASMINA ROTELLA: Io interpreto Rosetta, una donna benestante, che non lavora e disprezza le donne rivoluzionarie. È fermamente convinta che la donna debba stare in casa e aspettare il marito che è in guerra. Rosetta rappresenta la grande devozione che le mogli dell’epoca avevano per i propri compagni: citando una battuta del mio personaggio: “Le mogli siano sottomesse al marito come al Signore”.

SOFIA MALESANI: Leda è un personaggio molto particolare. È apparentemente molto forte e irrevocabilmente convinta del suo arroccarsi su posizioni tradizionaliste e conservatrici, ma in realtà è molto combattuta: ha un forte senso di umanità, che si vede costretta a reprimere per non deludere le aspettative che il paese ha su di lei. È il tipico personaggio diviso tra come gli altri vorrebbero che fosse e come in realtà vorrebbe essere.

SOFIA CARPENE: Io rappresento Giacinta, detta la sindachessa; è la moglie del medico della città, che si è recato al fronte con gli altri uomini del paese. Il mio personaggio sostiene le donne che lavorano, considerandole molto coraggiose. Apparentemente è una persona di carattere forte, ma solitario, e l’ unica persona con la quale riesce a dialogare è l’Oste Valentin, che nelle situazioni di difficoltà si rivela un amico disponibile. L’ultima scena la vede come protagonista e mostra di lei un lato molto toccante.

ELISA BEVERARI: Tere è una forza della natura, un’esplosione di energia, semplicità, coraggio e passione per la vita. Nell’opera Tere è una delle donne che reagisce alla guerra a modo suo, mettendosi a fare il lavoro del proprio marito. È una madre, una sposa, ma anche e soprattutto una donna, decisa a non lasciarsi sottomettere dalla guerra. Si batte per il proprio gruppo, si batte per le idee che quel gruppo porta avanti con decisione e carisma, ma ha un grande cuore che la spingerà poi nell’opera ad agire contro ogni aspettativa.

Se potessi interpretare un altro personaggio della commedia, chi vorresti essere?

ELENA: Se dovessi scegliere di interpretare un altro personaggio e se fossi maschio sceglierei Martino. Perché? Beh, la storia di Martino e Liseta assomiglia in certi aspetti a quella di Romeo e Giulietta. Lui è figlio di una donna rivoluzionaria e lei è figlia di una donna per bene; si piacciono ma, a causa degli scontri fra le loro madri, si vedono solo di nascosto. Inoltre, mi piace il carattere di Martino, è deciso e lo dimostra in tutte le sue scene, soprattutto in quella finale.

JASMINA: Vorrei vestire i panni di una donna che lavora, provare a immedesimarmi in comportamenti e situazioni totalmente contrari a quelli che sono del mio personaggio.

SOFIA M.: Mi piacerebbe essere Giacinta: è il personaggio più moderno della commedia e rappresenta una donna che crede in valori che superano quelli dei due schieramenti.

SOFIA C.: Probabilmente vorrei esser Leda, per l’eleganza e quel filo di arroganza che ritrovo anche in me stessa.

ELISA: Non vorrei per nulla al mondo cambiare il mio personaggio perché lo sento costruito su di me. Mi ricorda molto mia nonna, alla quale mi sono ispirata per questo ruolo. Io e Tere siamo una cosa sola. Premesso ciò, se proprio dovessi scegliere vorrei fare la perpetua: è un personaggio lontanissimo dal mio, ma molto più leggero e ironico.

Secondo te, esiste ancora oggi la differenza tra donna per bene e donna che lavora?

ELENA: Penso che al giorno d’oggi non esista più la differenza tra donne per bene e donne che lavorano. Ai tempi della prima guerra mondiale, le donne non erano solite lavorare, oggi invece quasi tutti hanno un impiego.

Un articolo di Linda Micheletti