12191405_1680737305471625_3334189786940862987_nDue chiacchiere con l’attrice veronese protagonista della fiction “Grand Hotel” che da giovanissima ha cantato nel coro di A.LI.VE. Ha mosso i suoi primi passi proprio qui, nel coro dell’Accademia Lirica Verona e qualche mese fa, facendo zapping alla televisione, l’ho ritrovata come protagonista in una Fiction su Rai Uno.

Lei è Valentina Bellè, nata a Verona nel 1992, sorriso dolce e fascino da vendere. Il suo debutto sulla televisione italiana è arrivato a settembre, con la serie “Grand Hotel”, in cui ha interpretato niente di meno che la protagonista, conquistando il pubblico fin dalla prima puntata. Siamo riusciti a raggiungerla telefonicamente e a strapparle questa intervista.

Quando e come nasce la tua passione per la recitazione?

L’ho avuta da sempre.. Già da piccola ripetevo in continuazione che volevo fare questo.Lo ripetevo, lo ripetevo, finché non ci ho provato seriamente. Ed eccoci qua.

Sappiamo che qualche anno fa hai frequentato A.LI.VE. Che ruolo ha avuto nella tua preparazione?

Ho frequentato A.LI.VE. parecchi anni fa. Ho sempre avuto una passione per il canto e mi piaceva da morire. Si può dire che sono state prime piccole performance; il coro è una bellissima esperienza lo ricordo sempre con piacere.

Ho letto che hai studiato a Roma e persino a New York. In quali istituti ti sei preparata? Cosa porti con te di queste esperienze?

A New York ho studiato alla Lee Strasberg Theatre Academy, a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia. Esperienze molto diverse ma fondamentali. Le prendo più come esperienze di vita che formative nella recitazione. Anche se è noto che la crescita personale e la recitazione in fondo vanno di pari passo.

C’è un’attrice a cui ti ispiri? Con chi ti piacerebbe lavorare?

Non mi ispiro a nessuno perché mi deprimerei a vedere la differenza di resa finale. Ci sono molte attrici che stimo a livello lavorativo per motivi diversi. Un sogno sarebbe conoscere Meryl Streep e lavorare con lei.

“Grand Hotel” è stato un bellissimo successo. Come è cominciata questa avventura? Com’è il lavoro per la grande televisione italiana?

Sono contenta del bel risultato ottenuto. Lo siamo tutti noi. È cominciata come cominciano queste cose: provini, provini, provini, e una volta preso, via, si comincia.

È stata una grande avventura. Difficile per me, era la prima esperienza lavorativa impegnativa. Ho imparato tanto e ne sono felice.

Ti aspettavi questo successo?

No, non avevo un’aspettativa particolare. La cosa importante è che siamo riusciti a coinvolgere tante persone, gli ascolti sono stati alti e abbiamo ricevuto molto affetto sui social. Quello fa davvero piacere.

Il tuo personaggio, Adele, è una ragazza determinata disposta a tutto pur di seguire i suoi ideali. Cosa senti di avere in comune con lei?

Sicuramente la curiosità di vedere che succede se si rompono degli schemi.

Quanto e come è cambiata la tua vita dopo “Grand Hotel”?

Se intendi “fama” o quel genere di cose, per nulla, non è cambiata affatto. Nessuno mi riconosce per strada e a Verona mi fermano vecchi amici o conoscenti, ma è normale, non mi trovo qui spesso, e mi fa piacere. Per il resto si continua con la vita di sempre.

Cosa senti di dire ai giovani che condividono con te la passione per la recitazione e sognano di diventare un giorno dei grandi attori?

Senza fare tanti giri di parole, dico di allenare la curiosità verso tutto. È fondamentale.

Un articolo di Elisa Beverari