Il Coro Voci Bianche A.Li.Ve. a Desenzano

Desenzano è sempre più città della musica e la ricca stagione concertistica 2014/2015 lo dimostra: nove date, grandi interpreti e solisti di fama internazionale. Tra i protagonisti del concerto di Natale, anche i solisti e il coro di voci bianche A.LI.VE. Ne abbiamo parlato con Andrea Mannucci, direttore artistico della stagione.

La magica sinfonia N. 7 di Beethoven eseguita dall’Orchestra Filarmonica Italiana, i virtuosismi della bravissima violinista Francesca Dego, il giovane direttore d’orchestra Andrea Battistoni e le allegre melodie natalizie di A.LI.VE. saranno protagonisti della nuova stagione concertistica di Desenzano, in programma dal 8 novembre 2014 al 28 marzo 2015.Di ciò e molto altro ci racconta il direttore artistico Andrea Mannucci che, oltre a offrire interessanti spunti sugli eventi in calendario, parla della sua collaborazione con i solisti e il coro di voci bianche A.LI.VE. che saranno impegnati il 20 dicembre al Duomo di Desenzano per il concerto di Natale. Concerto che Mannucci ha definito il clou di tutta la stagione concertistica.
Lei è il direttore artistico della stagione concertistica 2014/2015 di Desenzano. Mi può raccontare com’è nato questo progetto e quali artisti sono stati scelti? Tutto nasce dal NED ENSEMBLE che è l’animatore di questa stagione concertistica. NED è l’acronimo di “Nuovo Ensemble di Desenzano”e per il settimo anno collabora con il Comune di Desenzano per la realizzazione della stagione concertistica invernale. La cosa interessante è che non ospitiamo dei progetti già confezionati, ma tutto parte da noi: abbiamo progettato una serie di eventi ai quali parteciperanno artisti di varia natura e soprattutto abbiamo cercato di creare intorno al NED una corrente espressiva che possa dimostrare quanto la musica sia duttile. Il programma della stagione spazia dal concerto per violino e orchestra di Mozart, alle musiche di Mendelssohn e Bach eseguite dalla talentuosa violinista Francesca Dego, fino ad arrivare a delle musiche più allegre che sentiremo all’importantissimo concerto di Natale.
Il concerto di Natale si svolgerà il 20 dicembre presso il duomo di Desenzano e vedrà la partecipazione dei solisti e del coro di voci bianche di A.LI.VE…. Già, la collaborazione con A.LI.VE. è molto importante. Il concerto di Natale è il clou di tutta la stagione concertistica di Desenzano. Questo concerto prevede tanti pezzi diversi, alcuni più leggeri e festosi, altri più tradizionali come la “Ninna nanna” di Brahms. La bellezza e la novità di questo concerto sta nel fatto che tutti i pezzi che ascolteremo sono stati rielaborati da me e da altri importanti compositori e perciò tutti i brani, pur preservando la loro matrice originale, sono stati riconfezionati con una bella strumentazione sinfonica. Punto molto su questo concerto e spero che il prossimo anno possa essere replicato.
Lei è un importante compositore, come si colloca nel panorama culturale italiano e più nello specifico in quello veronese? Mi colloco nell’ambito di una ricerca musicale che tende, da un lato, a recuperare quell’artigianato che si è un po’ perso negli ultimi anni, ma che dall’altro, non dimentica la sua finalità comunicativa e narrativa. Faccio questa ricerca soprattutto nel campo della musica da camera e della musica sinfonica, con il tentativo di recuperare un atteggiamento sociale dell’atto compositivo: il compositore non fa un lavoro astratto, ma comunica dei messaggi importanti. Bisogna però sottolineare come il campo della composizione sia abbastanza ambiguo in questo periodo storico: viviamo diverse correnti espressive che ondeggiano dalla musica sperimentale a un ritorno al passato. Non c’è più quella rigorosità espressiva che ha caratterizzato gli anni ‘80 e ‘90.
Lei insegna composizione presso il Conservatorio di Verona. Cosa ne pensa dei giovani compositori italiani? I giovani sono molto presenti nell’ambito della nuova creatività e ciò è un dato positivo che dimostra come la musica sperimentale non si stia arenando. I giovani compositori però, a differenza degli strumentisti, maturano più tardi. Solitamente sotto i trent’anni sono ancora un po’ accademici. Penso che la creatività sperimentale contemporanea debba trovare un equilibrio tra il rigore formale e un’evoluzione musicale più narrativa. In Italia, ma soprattutto all’estero, è ancora molto radicata la musica del neostrutturalismo che tende a trattare la natura creativa del suono utilizzando la tecnologia e dunque privilegiando l’atto della sperimentazione numerica rispetto a un andamento musicale più narrativo.
Pensa che in futuro potrà nascere una collaborazione tra i giovani di A.LI.VE. e i giovani del Conservatorio? Lo spero, sarà un anello importante da realizzare.

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Andrea Mannucci, direttore artistico della stagione concertistica 2014/2015 di Desenzano

Andrea Mannucci nasce a Pontremoli nel 1960. Studia pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso il conservatorio di Parma e partecipa ad alcune tra le più rilevanti rassegne e festival di musica contemporanea, ottenendo importanti riconoscimenti. Compositore moderno, la sua musica è pubblicata dalla casa editrice Suvini Zerboni/Sugar Music di Milano. Insegna composizione presso il Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona in cui dal 2004 ha istituito la cattedra del biennio di composizione “musica per film” e tecnologico “composizione multimediale”. È direttore artistico del “Ned Ensemble” gruppo strumentale e vocale con il quale ha diretto, in prima esecuzione assoluta, importanti brani di affermati compositori italiani, tra i quali Ennio Morricone, Giacomo Manzoni, Aldo Clementi, Mauro Montalbetti, Mario Pagotto. Per il cinema, Mannucci ha scritto le musiche per i film “La crudeltà dell’angelo” e “Dannati” del regista Gianluca Chierici e il mediometraggio “Non c’è più nessuno” del regista Dario Marzola.

Un articolo di Elisabetta Cipriani