Potrebbe spiegarci cos’è Verona Lirica e a cosa è finalizzata?

Verona Lirica è nata due anni fa dalla fusione di due circoli lirici veronesi che erano il circolo ”Giovanni Zanatello” e il circolo ”Giuseppe Verdi”. Abbiamo deciso di unire le forze e di creare questa nuova realtà musicale che è Verona Lirica, che tiene i suoi concerti al Teatro Filarmonico e che ha ottenuto la collaborazione della Fondazione Arena di Verona.

Verona Lirica svolge un’attività che va da ottobre ad aprile/maggio con un concerto al mese, e le finalità sono quelle di mantenere viva e diffondere la musica lirica attraverso questi concerti vocali con accompagnamento in larga parte di un pianoforte, con una qualità di cantanti molto alta, chiaramente. Abbiamo la finalità di aiutare giovani cantanti che hanno magari iniziato la loro attività ma che non hanno ancora imposto completamente il loro nome. Facciamo ogni anno un concerto dedicato a loro. Nei nostri concerti di tanto in tanto mettiamo complessi strumentali: in uno era presente il quartetto d’archi dell’orchestra dell’Arena, in un altro i fiati della stessa orchestra, alcuni solisti, tra cui Giovanni Andrea Zanon, un giovane violinista che si è diplomato al Conservatorio di Padova pochi giorni fa con il massimo dei voti e la menzione, una cosa che non accadeva da anni, e che ha una storia fantastica: ha vinto il suo primo premio a tre anni, ma non un premio della categoria bambini, ma il primo premio assoluto! È entrato a quattro anni in conservatorio con il massimo dei voti, e ora a quindici anni ha alle spalle una carriera più che rispettabile con oltre venti premi internazionali e che è quindi una nostra speranza. Abbiamo una buona visione di soci e per questo abbiamo il teatro quasi sempre pieno, il che ci fa molto piacere e cerchiamo di mantenere viva questa cosa. Vorremmo avere una media d’età tra il pubblico più bassa, ma avvicinare i giovani è difficile. Io stesso ho girato qualche scuola ma purtroppo non ho riscosso alcun riscontro, tranne forse al Liceo Musicale. Non so se i ragazzi sono già decisi veramente musicalmente, e forse bisognerebbe prenderli alla scuola elementare, ma cerchiamo di fare quanto possiamo.

Come vede utile la collaborazione con A.LI.VE. e la Maestra Baglioni a favore dei giovani sia per una crescita artistica che morale?

Conosco la signora Baglioni da molti anni, prima come spettatore e poi come conoscente. La signora Baglioni è stata una grande mezzo soprano, e se ora mette a disposizione dei giovani la sua storia, la sua carriera, la sua tecnica e le sue doti interpretative credo che possa fare solo che bene. I ragazzi di oggi hanno molto da imparare da questa signora, che è stata una vera signora delle scene. Ho sentito alcune buone voce, ma a volte non sono impostate giustamente, quindi se la signora riesce ad inquadrarle può fare solo del bene, sempre che i giovani siano disposti ad imparare, perché questo è il problema.

Cosa Verona Lirica fa per aiutare i giovani?

Sinceramente sotto questo punto di vista non facciamo molto, se non invitare i giovani a seguire i nostri concerti gratuitamente, ma come opera didattica, se questo intende, nulla. Io ho provato con qualche scuola qualche piccolo corso di storia della musica, perché la nostra scuola è l’unica in Europa a non avere insegnamenti musicali. Anche al Liceo Classico, che io stesso ho frequentato, e dove viene insegnato tutto il possibile, la musica non esiste. Una persona non può fare l’esame di maturità senza sapere chi era Verdi o Beethoven o Mozart, perché la musica è una parte importantissima del nostro patrimonio culturale, e sarebbe bene che i giovani sapessero e conoscessero questa tradizione. Il melodramma è nato in Italia e la lingua italiana è conosciuta nel mondo perché è la lingua dell’opera, altrimenti sarebbe una lingua circoscritta. Dato però che le opere cantate nel mondo sono italiane, questa lingua è ben nota a tutti, grazie a grandi musicisti italiani quali Rossini, Puccini, Verdi e Monteverdi, per citarne alcuni. Oso citare Nietzsche che diceva: ”Una vita senza musica è un errore”, e per me è verissimo. La musica è un nutrimento indispensabile per l’anima, una cosa essenziale. Non è traducibile perché è una grande lingua universale, e negare questo patrimonio ai giovani assordati da queste nuove musiche è un grande peccato, secondo me.

Quali consigli darebbe ai giovani per poter poi essere veri professionisti?

Se parliamo di professionisti della musica, per le ragioni sovraesposte di questa ignoranza di massa nei confronti della musica che non è più trasmessa dai genitori ai figli, la società è un po’ permeabile alla visione culturale o all’impegno di questi giovani che si vedono respinti e che non hanno sbocchi nelle loro passioni. Bisognerebbe aiutarli, ma oltre ai Conservatori ognuno è artefice di sé stesso, e ciò non è facile. Se però ognuno ha veramente un fuoco dentro per la musica può sconfiggere ogni battaglia e realizzare il proprio sogno. L’attività c’è però, e a Verona ce n’è moltissima, tanto che ci sono giorni dove ci sono più di due concerti da andare a sentire, e questo è anche una cosa favorevole per chi fa il musicista. Concludendo devo però dire che l’unica cosa fondamentale, è la passione.

di Michele Marchiori