INTERVISTA GLI ALLIEVI DELLA MASTERCLASS RETTA DA BRUNA E PRISCILLA BAGLIONI

Come nasce la passione per la musica lirica e com’è stata la vostra esperienza personale in ambito musicale fino ad oggi?

Federico Cavarzan: La passione è nata un po’ per caso, dato che in famiglia non avevo nessun appassionato all’opera. Per vie indirette, attraverso parenti, sono venuto a conoscenza del mondo dell’opera, mi sono incuriosito di questo mondo e poi mi sono appassionato. Per caso ho poi iniziato a studiare canto, all’inizio privatamente con un soprano, poi mi sono iscritto al Conservatorio di Castelfranco Veneto, dove mi sono diplomato a giugno. Fino ad ora ho interpretato il Don Giovanni, il Barbiere di Siviglia, ed altri ruoli di comprimario in produzioni maggiori come il Rigoletto, la Traviata. Ora sto portando a Livorno, Pisa e Lucca un progetto di opera studio rivolta ai giovani.

Michela Sordon: Non lo so nemmeno io com’è nata. Diciamo che è nata gradualmente, perché quando ho iniziato a cantare lirica non avrei mai pensato di arrivare qui. Diciamo che è stato uno scherzo quando ho iniziato, che poi è diventato una bella realtà. Ho poca esperienza. Certi studenti della Masterclass hanno già fatto varie opere, mentre io solo dall’anno scorso ho iniziato a cantare brani più seri, anche perché sono ancora al Conservatorio. A 23 anni per un cantante lirico si è un po’ giovani, quindi è anche normale.

Eva Santucci: E’ stato un caso. Io da ragazza cantavo in un coro amatoriale di musica barocca, e ogni tanto veniva una maestra a farci impostazione vocale e sia io che lei notammo la mia propensione naturale a ”girare” i suoni, come si dice in gergo. Lei mi invogliò a studiare canto. Per molti anni non ho colto questo suggerimento, poi dopo anni mi sono iscritta in Conservatorio, ci ho provato ed è andato tutto bene! Ho avuto molta fortuna ed ero abbastanza grande quando ho iniziato. Ho avuto le mie prime esperienze che ero ancora studente. Diciamo che è complicato entrare in questo mondo, specie in questo periodo, ma le esperienze che ho fatto fino ad ora sono state tutte fondamentali, anche le più negative, per la mia crescita umana, che è un aspetto che conta moltissimo in questo mestiere, sia per una crescita tecnica.

Come è arrivata la grande occasione per questa Masterclass?

Federico: Mi è stato consigliato sinceramente. Conoscevo Anna Consolaro (maestra di canto lirico di A.LI.VE., ndr) che aveva studiato con la Maestra Baglioni e mi ha consigliato di frequentare questa Masterclass, essendo sotto ogni aspetto un’esperienza costruttiva e positiva.

Michela: Tramite Paolo Facincani che mi ha mandato una mail, mi ha chiamato e mi ha detto: ”Vieni! Vieni!” e mia madre che non appena gliel’ho detto mi ha minacciato se non avessi accettato questa grande opportunità.

Eva: Ho conosciuto la signora Baglioni a luglio in un’altra Masterclass ed è stato amore a prima vista; ero alla ricerca di una persona che mi infondesse coraggio e potesse capire la mia voce. In questo mondo è difficile trovare una persona con cui instaurare un vero rapporto maestro-allievo, con cui creare un legame anche umano. È fondamentale capirsi e poter capire il proprio allievo, e trovare una persona così splendida che mi sta dando così tanto sotto il punto di vista umano e tecnico, è stata una vera sorpresa.

Come può aiutarvi una collaborazione con personalità così di spicco della scena lirica italiana e come vi ha già aiutato?

Federico: Sicuramente lavorare con qualcuno che ha fatto o che sta facendo grandi carriere è sempre un passo in più, perché hanno lavorato comunque con grandi direttori e registi, e quindi possono tramandare la scuola di grande qualità, sia sotto il profilo interpretativo, sia sotto il profilo scenico e sotto ogni altro aspetto.

Michela: Non appena Bruna mi ha sentito mi ha detto: ”Tu sei un mezzo!”, e questo mi ha già tolto moltissimi dubbi, e credo che poi in un futuro in un curriculum non risulterà nociva una Masterclass con Bruna Baglioni. Ci tengo a dire che sono state anche le parole di Paolo Facincani quando mi ha sentito in Conservatorio a Castelfranco, lui insegnava al coro.

Eva: Prima di tutto si capisce come persone di questo carico, che hanno calcato cotanti palcoscenici internazionali, riescano a farti entrare così naturalmente in un dato personaggio, perché anche una parola detta in un modo giusto, come loro spiegano, acquistano un significato diverso. Fa capire intanto il carattere necessario per questo mestiere, perché la signora Baglioni è una donna di estrema forza e grandissima umiltà, che sono due strumenti necessari per fare carriera. Molto spesso i grandi dimenticano cosa sono stati prima di essere grandi, mentre Bruna ci ricorda ogni giorno l’umiltà, e credo che questo sia la cosa principale che la rende una grandissima artista, insegnante e donna, e lo dico di vero cuore!

Quali aspettative e speranze avete per il vostro futuro sia più prossimo che remoto?

Federico: Per ora mi accontenterei di ruoli secondari in piccole produzioni, per poi aspirare in futuro ad entrare nel grande giro della lirica internazionale, poter cantare in grandi teatri, lavorare con importanti direttori, come credo sia il sogno di tutti noi.

Michela: Nel futuro più prossimo direi togliermi di torno l’esame di pianoforte (ride, ndr), mentre in un futuro più remoto cantare in un teatro serio in un’opera seria.

Eva: Io spero semplicemente di cantare. Non ambisco a diventare una grande artista perché è difficile di questi tempi arrivare a tanto. Mi interessa solo cantare e stare su un palcoscenico, continuare ad emozionarmi e ad emozionare, spero solo che mi lascino sul palcoscenico perché può sembrare retorica, ma solo lì mi sento completamente libera e realizzata. Capace di esprimere il mio proprio spirito e animo.

Che idea vi siete fatti di ALI.VE. come Accademia per ragazzi amatori?

Federico: Premetto che conosco A.LI.VE. da POCO, ma in ogni caso mi sembra una bella realtà. Una realtà che permette ai giovani di conoscere questo mondo sotto un profilo molto professionale e realistico.

Michela: Non conoscendola da pochi giorni ma da molto di più posso dire che è una “figata”, una cosa assurda che non si trova in giro, e che io pagherei oro per avere un’accademia del genere dalle mie parti, quindi, beati voi che la avete! E poi ci sono diversi generi di musica, che spaziano dalla lirica, al moderno o al musical, e dopo le esperienze dello scorso anno nei concerti di Natale posso dire che vi divertite come matti, e fate bene!

Eva: È una cosa bellissima! Ho visto molti ragazzi che vanno e vengono continuamente ed è veramente stupendo. Credo che qualunque sarà il futuro di questi ragazzi sia importante che studino un po’ la musica e, so che sono di parte, ma la musica ti apre un mondo diverso e fa crescere bene, sviluppando una sensibilità che in altri campi non si svilupperebbe.

di Michele Marchiori