IMG_3361Verso fine agosto l’accademia lirica ha organizzato una settimana di vacanza-studio a Sfruz, un piccolo paese in Val di Non. Eravamo un gruppo di venti ragazzini, di cui io ero il più piccolo, accompagnati da un paio di animatori del grest e dal Maestro Paolo. Questa esperienza ci ha permesso di restare da soli, senza i nostri genitori, ma con gli amici, e di imparare a essere autonomi nelle piccole cose della vita di tutti i giorni.

All’interno del gruppo i ragazzini più grandi aiutavano quelli più piccoli come me, Francesco o Beatrice. Si è creata così una bellissima amicizia e un aiuto fra noi. Durante la vacanza abbiamo avuto la possibilità di provare con dei musicisti degli strumenti per noi nuovi o poco conosciuti, come ad esempio l’arpa con la maestra Cecilia, le percussioni o la chitarra con il maestro Claudio. L’attività principale che ci ha impegnato durante la settimana è stata la preparazione dei nuovi brani per i prossimi concerti: con il maestro Paolo abbiamo imparato delle vocalità difficili con i brani di Barbarani a due o tre voci, ma ci siamo anche impegnati nella preparazione di una nuova messa di Pachera. Un paio di giorni, terminata la lezione di canto, abbiamo trascorso il pomeriggio con Nicola. Vi domanderete, chi è Nicola? Nicola è un artista e ci insegna ad esprimere la creatività non attraverso la musica, ma attraverso la matita, i colori e le nostre mani. Vi racconto l’esperimento che abbiamo fatto assieme a lui: abbiamo provato a disegnare il significato di ogni musica, scritta da Achille Facincani, che ascoltavamo. È stato bellissimo e, nonostante a scuola la materia di Arte non sia la mia preferita, con loro disegnare è stata un’esperienza molto divertente. Terminate le attività, per rilassarci, gli animatori organizzavano dei giochi come ad esempio la caccia al tesoro, il gioco del fazzoletto e tanti altri giochi per stare insieme e divertirci. È stata bellissima questa vacanza. La cosa più bella per me è stata cantare, abbiamo provato dei nuovi pezzi più difficili, ma assieme agli amici e in un posto bellissimo diventa tutto semplice, quasi fosse un gioco. È stato divertente provare i giochi proposti dagli animatori ed è stato bello dormire nelle camerette con i sacchi a pelo e gli amici vicino. Un’ultima cosa da ricordare è la cucina. Il nonno Heidi faceva da mangiare e ci preparava primo, secondo e dolce, pranzo e cena… Colazioni con pane, burro e marmellata e pure latte e cioccolata, come si fa a dimenticare tutto questo? Speriamo solo di poterci tornare l’anno prossimo.