L’acqua, il riflesso delle luci su di essa, le barche che ondeggiano, i grandi volti dei palazzi, i tavolini dei bar e dei ristoranti che possono essere teatro delle migliori serate tra coppie ancora in rodaggio, mi hanno sempre affascinato, sia che questo scenario si trovasse in riva al mare o nel nostro bel Lago di Garda. Il 10 agosto ci siamo trovati di fronte alla possibilità di una serata che poteva avere mille sfaccettature e forse renderci ancor di più protagonisti. Inconsapevoli di dove la location sarebbe stata di preciso, di come fosse il palco o l’organizzazione, ci siamo avviati verso il Porto Vecchio di Desenzano del Garda per interpretare alcuni brani del repertorio ”VerdiinJazz”. Questo particolare repertorio è stato presentato da Alive ai concerti in Piazza Brà del 4 maggio e in Piazza Dante del 2 giugno.  Il progetto è stato promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona, facente parte del progetto Rete Musica, al quale il Maestro Paolo Facincani e il Maestro Marco Pasetto noto jazzista veronese, hanno preso parte. I brani sono sostanzialmente del repertorio verdiano, rivisitati in chiave jazz dal Maestro Pasetto e dalla Big Band Ritmosinfonica Città di Verona. E con Verdi elaborato in stile jazz siamo arrivati sul Lago di Garda. Il posto che ci troviamo davanti è veramente stupendo, sia verso il tramonto che ancora di più con il buio calato. Le problematiche sono molte, mancanza di un trasporto dalla terra ferma alla piattaforma dove ci saremmo dovuti esibire e conseguente stipamento in un piccolo spazio, non sufficiente per un’esibizione confortevole. Ancor meno sufficiente per farci vedere degnamente dal pubblico che non ha potuto vederci e, dal mio punto di vista, non ci ha nemmeno potuto apprezzare al massimo. Le prove si sono svolte in maniera rocambolesca, ma quantomeno si sono svolte, mentre le ragazze hanno dovuto aspettare a provare per problemi di trasporto con le barche. Prove finite, gente che si siede, tutto perfetto. Il tutto è molto d’impatto, forse è la natura che riesce ad offrire le migliori scenografie, è il momento di iniziare. I brani saranno divisi, non cantati uno di seguito all’altro e così iniziamo: Rigoletto, Marcia Trionfale da Aida e Coro delle Zingarelle da Traviata scorrono perfettamente, con la tecnica di chi le ricorda a memoria dopo due mesi di assenza, nulla di diverso dal solito. Forse qualcosa sì, l’emozione. L’emozione del pubblico che non era poi così partecipe, a cui è stato letto il lungo e prestigioso curriculum di Alive, ma che nonostante tutto sembrava più preso da altre esibizioni. Anche queste, nonostante gli applausi, non sembravano veramente apprezzate come lo sono stati gli spettacoli ai quali abbiamo preso parte e, probabilmente, come altre esibizioni ai quali quegli stessi artisti avevano preso parte. Forse la serata è passata un po’ inosservata, nonostante la folla. Forse, nonostante la bella atmosfera, lo spettacolo non è stato abbastanza buono da soddisfare il pubblico, non è riuscito a cogliere ciò che il pubblico voleva. Ma, e con questo finisco la mia riflessione, il pubblico sa veramente cosa vuole?

 

di Michele Marchiori