Un momento della rappresentazione

La scuola di teatro di A.LI.VE. ha intrapreso da quest’anno un nuovo progetto: portare il teatro nelle scuole. Un teatro fatto da giovani per i giovani.

Erano pieni di emozioni gli occhi dei quasi cento ragazzi delle scuole medie che alla fine di maggio hanno assistito a Metamorfosi in una notte di mezza estate, uno spettacolo eclettico, realizzato dalla scuola di teatro di A.LI.VE., che unisce Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare e L’asino d’oro di Lucio Apuleio. Due mondi diversissimi, ma più vicini di quanto si possa pensare.


In fondo, i vizi e l’immoralità della Roma del II secolo che Apuleio denuncia nelle sue Metamorfosi, si possono ritrovare anche nell’Inghilterra di fine XVI secolo in cui scrive Shakespeare, e nella società di massa dei nostri giorni. Ecco dunque che il teatro diventa un mezzo per insegnare qualcosa alle nuove generazioni, uno strumento educativo capace di far rivivere il passato per comprendere meglio il presente. Ma in questo spettacolo c’è molto più che un fine didascalico: Metamorfosi in una notte di mezza estate è un viaggio tra sogno e realtà, uno spettacolo dentro lo spettacolo nel quale vita reale e finzione si mescolano.

Un’atmosfera magica che coinvolge il pubblico e invita i ragazzi a lasciarsi trasportare dalle meraviglie dell’arte, a credere in un pizzico di magia, a rinunciare a maschere che non ci appartengono per cercare la nostra strada. Ho recitato in questo spettacolo e vedere gli occhi ridenti di quei ragazzi poco più giovani di me, mi ha riempito il cuore di gioia e di speranza. Erano giovani curiosi e rispettosi che sussurravano nelle scene che più li toccavano. Se questo spettacolo è stato così bello è in buona parte grazie a loro perché, senza togliere niente agli adulti, gli applausi che abbiamo ricevuto dai nostri coetanei ci hanno fatto capire che eravamo riusciti nel nostro obbiettivo: quello di coinvolgere il pubblico fino a farlo entrare con noi nella commedia.

Quella commedia nella commedia che tanto amava Pirandello, si è realizzata in quella mattina di fine maggio presso l’auditorium delle scuole medie Marconi di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona. E proprio questo istituto scolastico è stato il primo passo di un progetto che unisce l’educazione all’arte e al divertimento.
Uno spettacolo pieno di personaggi di estrazione diversa che educa alla fratellanza; un gioco di ombre e di musica che ti fa assaporare il gusto sublime dell’arte; un intrigo di giochi, scherzi e magie che non ti fa mai perdere il sorriso sulle labbra. Ed ecco che pian piano emergono le tre facce di questo articolo: quella commemorativa, per non dimenticare la bellezza che è stata prodotta nell’incontro tra due generazione di coetanei sui due lati del palcoscenico; quella celebrativa, che esalta la grandezza di questo incontro, e la terza, che è forse la più importante, ed è quella che aspetta di far rivivere le altre due. Quella faccia che con ardore vuole rivolgere il suo sguardo a nuove scuole, per allargare quest’avventura a orizzonti ancora inesplorati, per coinvolgere sempre più giovani nella magia del teatro.

Un articolo di Elisabetta Cipriani