Intervista all’agente teatrale e direttrice artistica Priscilla Baglioni

Grazie alla Masterclass di perfezionamento diretta dalla maestra Bruna Baglioni, i cantanti sono stati sentiti anche dalla figlia Priscilla Baglioni, agente teatrale e direttrice artistica del teatro della Fortuna di Fano. ual è la linea artistica che ha adottato, in quanto direttrice artistica di un teatro?

Dirigo il teatro di Fano da marzo del 2013 e come linea artistica voglio dare un valore ai giovani: questa è sempre stata la mia linea, da quando ho lasciato la professione legale e sono diventata agente teatrale, cinque anni fa. Rappresento giovani artisti da inserire nel mondo del teatro per dare un cambio di generazione e perché non venga perso quello che è stato lasciato dalla tradizione.

Con quali criteri sceglie i giovani cantanti?

Mi rapporto ai vecchi criteri: li scelgo in base alla voce – perché non bisogna dare valore soltanto all’aspetto – all’interpretazione e alla presenza scenica. È proprio per quest’ultima caratteristica che mi batto, cosa che non veniva fatta nei decenni scorsi. Il mio scopo è creare un artista completo. Questo è ciò che ho fatto come agente teatrale e che cerco di inserire nel teatro.

Ha fiducia nei suoi giovani? E loro hanno fiducia in se stessi?

Mi batto per loro, lavoro 24 ore su 24 per far capire che non bisogna per forza essere un nome. Abbiamo bisogno di nuovi nomi, che devono essere avviati alla carriera, altrimenti ci fermiamo. Ci devono essere nuovi talenti, perché la nostra tradizione italiana non muoia! Do valore a tutti i giovani, inserendoli accanto a grandi voci, come una Bruna Baglioni che mi affianca nel lavoro didattico, come nel concorso che sto preparando in cui saranno presenti importanti direttori artistici. È un errore considerare un cantante avulso dalla tradizione, dal vecchio stile: il vecchio stile ci serve per partire e per migliorarci. Non significa essere retrò, ma utilizzare quello che c’era prima e portarlo avanti come nostro. Questa possibilità la possiede soltanto l’Italia, non le altre nazioni. Gli altri paesi si stanno sviluppando nel mondo dell’opera grazie a noi, che però non stiamo dando nessun valore a quello che è nostro!

Lei ha anche studiato canto?

Sì, ho studiato canto e pianoforte. Ho deciso di non cantare semplicemente perché non potrei esibirmi davanti a delle persone. Non sono un artista perché sono sempre stata dall’altra parte, ho visto tanti grandi cantanti.

Forse anche la grande fama della mamma ha inciso, o no?

Certo, fin da bambina mi dicevano “Canta! Canta!”, ma vedevo mia madre e i suoi colleghi come dei mostri sacri. Sinceramente non mi andava di misurarmi con loro!

Oggi, com’è il rapporto con sua madre?

Dal punto di vista lavorativo, è consulente per la mia attività, mi supporta nelle scelte e mi confronto con lei costantemente. Lei è molto cantante, non manager: io vedo oltre al lato artistico, un lato economico nella persona (anche se sembra brutto a sentirsi), mentre lei vede prettamente il lato artistico. Oltre a questo, la rappresento e organizzo per lei masterclass, l’attività didattica, partecipazioni ad eventi e concorsi. A livello affettivo è molto divertente e spassoso passare del tempo con lei. È piacevole che casa mia, dove vivo con lei, diventi spesso una casa per cantanti lirici, dove si riuniscono giovani cantanti che devono sopravvivere in questo momento di crisi. Quello che lei fa per i giovani è il massimo, sta dando tutto se stessa. Il suo essere, il suo modo di cantare lo riscontro in tutti gli allievi che la seguono!

 

di Francesco Biolcati