Intervista a Filippo Avesani, alunno della classe di teatro

Ciao Filippo, Sir Arthur è da poco passato, e hai avuto una grande occasione per far vedere a tutti ciò che sai fare. Qual è stato il tuo debutto e cos’è cambiato da allora a oggi?

La prima volta che ho calcato un palcoscenico è stato all’asilo, ultimo anno, dove ho fatto il presentatore nello spettacolo finale, poi ho mantenuto lo stesso ruolo anche alle scuole elementari e alle medie. L’anno scorso, in quarta ginnasio, ho frequentato il corso di teatro a scuola e ho recitato nello spettacolo finale. Poi è arrivato Sir Arthur, dove ho affrontato il personaggio che finora mi ha più gratificato e divertito. Dalle mie prime rappresentazioni ad oggi ho imparato meglio il significato della parola recitare, grazie soprattutto al lavoro fatto con la maestra Catia Pongiluppi nell’ultimo anno al corso di teatro in A.LI.VE. e grazie al lavoro fatto con Francesco (Biolcati ndr) per Sir Arthur stesso. Biolcati ha un futuro come maestro di teatro, devo ammetterlo.

Da quanto studi teatro e cosa significa per te poter recitare?

Con A.LI.VE. studio teatro da un anno, ma come ho detto sopra , il mio curriculum vitae è più lungo. Per me recitare significa divertirmi. Non ho la minima ansia sul palco, è tutta prima. Le luci della scena mi trasformano nel personaggio interpretato e inizio a pensare come lui, a capire come si potrebbe comportare ecc. Appena dietro le quinte ritorno Filippo Avesani con un costume addosso e il bagaglio d’esperienze più carico. Recitare per me è un gioco, un gioco difficile e complicato, dove bisogna rigorosamente seguire delle regole, ma rimane pur sempre un gioco.

Preferisci cantare o recitare?

Bella domanda! Non lo so, mi piacciono molto tutte e due le cose. Mi piacciono in pari modo, non posso esprimere una preferenza!

Vedi qualche nesso tra i personaggi portati in scena con Sir Arthur e le persone che ti stanno intorno o, ancora di più, con te stesso?

Sì, ma la lettura è una metafora. Troppi giovani si buttano via, e non solo loro. Politici corrotti, “lucciole” sulla statale, mafiosi, pedofili, assassini giusto per citarne alcuni, ma anche compagni di classe e conoscenti.. Buttano tutti la propria vita in cose futili, che non gratificano, che non ti danno la vita. Credo di essere un ragazzo di sani principi, forse grazie alla grande fede che nutro in Dio o forse per l’educazione ricevuta e gli esempi che ho ricevuto e mi fa piangere il cuore vedere ragazzi e uomini che si distruggono per cercare un po’ di divertimento, che ti lascia solo mal di testa nel migliore dei casi, o che si gettano anima e corpo su cose che sono secondarie. Ora sto facendo noiosi moralismi, ma è quello che vedo.

Qual è il ruolo teatrale che vorresti interpretare più di ogni altro?

Non saprei. Sono un po’ ignorante in materia di personaggi teatrali. Mi piacerebbe provare a fare l’antagonista, o il pazzo. Sarebbero esperienze molto interessanti, mi aiuterebbero a conoscere meglio le mie possibilità.

 

di Michele Marchiori