Grande successo e applausi a scena aperta

La risata di Diablo sancisce definitivamente l’inizio dello spettacolo, mesi e mesi di prove, di sudore, di fatiche, di passione, convergono in un’ora e mezza di spettacolo, al Teatro Romano. ”West and Blues” parte e finalmente possiamo farci vedere: guadagniamo il palco, non lasciamo posti liberi, e cantiamo: cantiamo con tutta la voce, la passione, l’amore che abbiamo, perché questo è amore: amore per la musica, amore per l’arte, amore per un gruppo così grande e unico, che regala emozioni a chi lo vive da fuori ma ancora di più a chi lo vive da dentro, e amore per la gente. Sì, altruismo, perché non si possono regalare emozioni senza pensare alla gente che le riceve. Il Maestro Patruno riceve lo spazio che merita con i suoi assoli che incantano il pubblico e rendono noi sorridenti, orgogliosi di aver avuto l’opportunità di lavorare e divertirci con una figura di spicco come è il Maestro. Le canzoni vengono suonate e cantate, da ”Bye Bye Blues” a ”When the Saints”, le sedie sono tolte e i personaggi cadono con il sedere a terra, le ballerine incantano con la loro bellezza ed eleganza, la parata scende per Bourbon Street e le spade sono deposte lungo le sponde del fiume, New Orleans è più vivo che mai! La gente non perde un attimo della scena, è rapito, tant’è che alla fine batte i piedi a terra, facendoci anzi prendere paura, perché dal palco sembrava un vero e proprio terremoto! E sì, forse era un terremoto perché molte volte il tumulto di sensazioni che si provano sono proprio come un terremoto: ti scuote, ti fa tremare e quando finisce sei fermo, come non fosse successo nulla, però puoi sentire ancora il tuo corpo vibrare. Ecco, questo è la musica. Un terremoto di emozioni nella nostra anima. E dopo un bis, una reazione del genere, una serata del genere, la musica era tutto, un terremoto, uno tsunami, un uragano forza 5 dentro a tutti noi. Lo spettacolo finisce e purtroppo questo è l’unico difetto degli spettacoli, sono effimeri quanto la vita di una farfalla. Però rimangono i ricordi e le emozioni, e quelle nessuno può cancellarle. E così sembra che siamo arrivati alla fine per quest’anno, di un cammino che ha fatto scoprire (e riscoprire per alcuni) New Orleans a tutti noi, che ci ha regalato tanto, quattro concerti che ci hanno aiutato a crescere e migliorare, a conoscere i nostri limiti e superarli, ad imparare nuove cose indispensabili. Siamo arrivati alla fine di un evento che ci ha portato a conoscere personalità importanti come il Direttore del Circolo del Jazz Umberto Bonani, o addirittura una figura storica del Jazz, che ha suonato e visto dal vivo la quasi totalità degli artisti che New Orleans esalta e fa rivivere, che è Lino Patruno. New Orleans si riposerà per un po’, giusto il tempo di poter essere ripreso in mano con freschezza, e allora, nel frattempo, un grazie particolare al pubblico, senza il quale New Orleans non si sarebbe potuto fare. A tutto il pubblico che ci ha amato, apprezzato ed applaudito, grazie.

 

di Michele Marchiori