Concerto di alto livello musicale con il coro e solisti A.Li.Ve. accompagnati dall’orchestra di fiati dell’istituto “Piria”

Alla fine del mese di maggio A.LI.VE. si è trovata ad affrontare un tema molto grande: grande per le coscienze dei giovani, che dovrebbero essere pure dal sangue versato ingiustamente, ma grande anche per la coscienza di ogni uomo o donna degno di essere chiamato così, perché la mafia commette atrocità che tolgono ad ogni essere umano il diritto di essere chiamato uomo o donna, talvolta anche di essere definito essere umano, perché per certi atti nemmeno il termine bestia è appropriato, perché neppure le bestie arrivano al grado di infamia, di vigliaccheria e viltà che la mafia raggiunge.

I concerti e la collaborazione con l’associazione ”Gerbera Gialla” e l’orchestra dell’istituto “Piria” di Rosarno-Laureana di Borrello (diretta dal maestro Maurizio Managò) hanno aiutato A.LI.VE. a crescere in modo esponenziale, non come artisti, ma come persone, perché bisogna sempre ricordarsi che non c’è nessun ottimo professionista, artista o quant’altro se sotto non c’è una persona educata al rispetto del prossimo e soprattutto della legalità, e questi non sono temi religiosi, ma semplici regole di coscienza umana.

E continuo a ripetere questa parola, coscienza.

È proprio quella che manca ai mafiosi: non ne hanno una, non hanno la coscienza e questo si può capire da tutti gli inutili spargimenti di sangue che la mafia commette, ha commesso e, se non cambiamo, sempre commetterà. Ed è proprio questo il punto, dobbiamo cambiare le cose! Giovanni Falcone disse: ”La mafia è un fenomeno umano, e come ogni fenomeno umano ha un suo inizio, una sua evoluzione e una sua fine”, e allora se è così poniamo la parola fine alla mafia il prima possibile.

I concerti volevano sensibilizzare le persone su questo fenomeno, facendo anche capire che la mafia non è un evento concentrato solo al sud ma bensì un evento che interessa l’intero paese. Martedì 28 maggio c’è stato il primo incontro tra A.LI.VE. e Gerbera Gialla nella magnifica cornice del Duomo di Verona. La serata in questione, alla quale hanno partecipato le più alte cariche istituzionali, il Prefetto Perla Stancari, gli alti gradi delle Forze Armate, le Forze di Pubblica Sicurezza, gli esponenti della politica cittadina e della lotta alla mafia, come il giornalista Arcangelo Badolati e la presidentessa e fondatrice della ”Gerbera Gialla” Adriana Musella, è stata dedicata al recentemente scomparso Capo della Polizia, Antonio Manganelli. La serata, come il concerto della successiva mattinata al Polo Zanotto, è stata caratterizzata da parole forti che, per giovani veronesi non abituati a sentire tali atrocità e viverle così da vicino, hanno avuto un grande effetto. Effetto che non ha fatto altro che aumentare la solidarietà verso le vittime di mafia, come la già citata Musella, figlia di Gennaro Musella, imprenditore vittima di mafia. Le parole dette ci hanno fatto avvicinare l’orecchio e il cuore ad una realtà a cui, fortunatamente, non siamo abituati, ma che per questo non deve essere presa sotto gamba. La malavita organizzata è un fenomeno capace di espandersi a macchia d’olio e come tale deve essere limitata, bloccata e infine va posta su di essa la parola fine. Abbiamo ascoltato la realtà di Rosarno, paese della Calabria al centro del traffico internazionale di droghe, dove la mafia blocca ogni attività per i giovani, che quindi hanno fatto della scuola il loro punto di forza, il punto di fuga da una realtà dove sono protagonisti, involontariamente, della realtà da cui vogliono uscire. E allora questa scuola si trasforma nella casa che questi giovani vogliono abitare, nella distrazione che non possono avere, perché a Rosarno non esiste un cinema, una sala giochi, una piscina e questa scuola offre tutto quello che la mafia ha tolto loro.

E proprio questi giovani sono le speranze della Calabria e dell’Italia tutta. Giovani che decidono di ribellarsi a una realtà che non appartiene loro, giovani che fanno della musica il loro punto di forza e di sfogo e posso assicurare ad ogni lettore che sono musicisti fenomenali. Con A.LI.VE. hanno suonato brani che vanno dal ”Dal tuo stellato soglio” di Rossini a ”Jericho”, fino all’Inno della Gerbera Gialla, composto per l’occasione da Oscar Gagliardo autore sia del testo che delle musiche (nato da un’idea con Maurizio Marogna), un urlo alla mafia dove è messo in chiaro che le atrocità commesse non provocheranno intimorimenti e blocchi, ma bensì aumenteranno la caparbietà di ogni persona che vuole aiutare la guerra alla mafia.

Mi scuso con ogni lettore per l’articolo qui scritto, per una recensione, per delle parole, che io stesso giudico riduttive per il calibro di parole e canzoni dette e suonate in questi due momenti, ma il tema trattato è particolarmente delicato e, come giovane, è per me difficile da trattare.

Concludo con la convinzione che i giovani ci sono, sanno cantare e suonare, sanno vincere le sfide e progettare un futuro libero e limpido se guidati da maestri bravi e supportati con forza e coraggio dalle istituzioni.

 

di Michele Marchiori