silvia ottoFrequento A.LI.VE. il lunedì e il venerdì per le lezioni di violino e il martedì per solfeggio e coro.
Ogni volta che apro la porta di A.LI.VE. mi sembra di entrare in un mondo fatato: dolci melodie escono dalle diverse aule in cui vengono suonati il violino, il pianoforte, la chitarra, la tromba, il clarinetto, la batteria e c’è pure chi allena la voce. I personaggi, cioè gli allievi, aspettano fuori dalle aule chiacchierando allegri. Lara, la costumista, nella sua stanza disegna gli abiti per il prossimo spettacolo, cuce e stira.
È proprio questa, piccola magica sorridente persona e il suo lavoro, che mi attirano in questa stanza. A me piacerebbe imparare da lei questo mestiere, perché mi piacerebbe inventarmi costumi bizzarri e che possano entusiasmare il pubblico, proprio come fa lei. Infatti, in questa stanza sono appesi in alto tantissimi costumi, che in parte ho già visto in scena, come quelli di “Un Re, un Papero e un Nano” o quelli di “Felici Cantanti”, ma molti altri mi fanno viaggiare la fantasia ancora di più, in quanto non li ho mai visti indossati. C’è un lungo e fastoso vestito verde da dama, io me lo immagino indossato da un’elegante signora in una scena di ballo in una sala di specchi che, accompagnata dal principe, danza sulle note del mio violino.
Quando confido il mio sogno a Lara, lei sorride e mi spiega che faceva parte di un trio di vestiti cuciti in tutta furia prima che andassero in scena, sì proprio come succede sempre. Ad ogni spettacolo Lara prepara i costumi lavorando freneticamente giorno e notte, correndo a mettere l’ultimo spillo all’artista che è già pronto dietro le quinte.
Sempre in questa stanza, c’è l’appendino delle divise del coro. Scamiciato blu con cordoncino bordeaux sul petto, alcune dimostrano la loro età: chissà quante coriste fiere le hanno indossate!
Più in là, scaffali con grandi scatole, qualcuno ha scritto fuori i loro contenuti: magliette colorate, scarpe, cappelli … chissà se poi li dentro c’è veramente quello che è scritto fuori? Mi verrebbe voglia di aprirle e, con mia sorella Bianca, indossare le cose più strane, per fare una sfilata di moda creativa.
Ecco che, come spesso capita, il maestro Paolo chiama “coro, inizio prova!” saluto Lara, lascio questa stanza fantastica e mi metto in fila a cantare.
A.LI.VE. non è solo la mia scuola di coro, ma il posto in cui la mia fantasia viaggia.

Silvia Otto