Nel pomeriggio di martedì 26 maggio, il coro dell’Accademia ha ricevuto una visita speciale. Il cantante Al Bano si è presentato in sede, per conoscere i giovani coristi che lo accompagneranno sul palco dell’Arena di Verona venerdì 29 maggio.

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26 maggio, ore 17:00. Mancano tre giorni all’atteso evento che vedrà Al Bano e Romina Power sul palco dell’Arena di Verona, dopo oltre 20 anni dall’ultima esibizione insieme su un palcoscenico italiano. I coristi di A.LI.VE. sono impegnati nelle prove dei due brani che stanno preparando proprio per il concerto. Già, perché ci saranno anche loro il 29 maggio accanto alla celebre coppia, e, diretti dal Maestro Paolo Facincani, accompagneranno Al Bano in due brani, è la mia vita e Va pensiero. Ecco, è proprio sulle note dell’aria verdiana, che i piccoli artisti vengono sorpresi da una visita eccezionale. Sulla porta della sala prove, si affaccia il cantante di Cellino San Marco. Sorride, li ascolta e li lascia proseguire con la prova dei due pezzi in programma. Si accorda con il M° Facincani e si accomoda tra i bambini per la foto di rito. Poi, sorridendo, asseconda la curiosità di due coristi, che gli chiedono di potergli fare qualche domanda.

E così, la visita di Al Bano nella sede di A.LI.VE. si conclude in una delle tante aule, seduto tra la tastiera e la batteria, accanto ai due giovani aspiranti artisti, Jacopo Golin e Bianca Otto, che con l’innocenza e la spontaneità della loro tenera età cominciano l’intervista. Un momento emozionante, un confronto generazionale tra il cantante di successo e i piccoli coristi che si impegnano con tanto studio e pratica a realizzare il loro sogno.

«Ho cominciato a cantare a 5 anni» racconta Al Bano, incalzato dalla giovane Bianca «e ho iniziato perché mi piaceva. Sentivo mia madre e gli amici cantare, e ho voluto provarci anch’io. é nata una passione che prosegue tutt’ora, pensa un po’ quanti anni sono passati».

«Ricordo che iniziai con le canzoni popolari, quelle della mia terra, la Puglia, per passare poi, molti anni dopo, a cantare anche in lingue straniere, come lo spagnolo, o il russo, e pure in giapponese, una sola canzone però». Affascinato dalle parole di Al Bano, Jacopo ne approfitta per chiedere al cantante come è riuscito a raggiungere il successo e se ha qualche consiglio da dargli per poter migliorare. «Vedi, un elemento fondamentale nella strada verso il successo è la fortuna. Nel mio caso, ho avuto la canzone giusta, la trasmissione televisiva giusta, nel momento giusto. Poi tutto è successo da un momento all’altro. Il giorno prima sei nessuno e poi tutti ti cercano» risponde «L’altro elemento fondamentale è lo studio. Il mio suggerimento è quello di ascoltare i cantanti più grandi di te, quelli che ti piacciono. Studia il loro genere, il loro stile, e poi devi cercare sempre di superarli, migliorarti e soprattutto non tentare di assomigliare mai a loro. Inventati una tua vocalità, un tuo stile. Ricorda sempre di essere un creativo e non un imitatore».

A questo punto, dopo avergli fatto ammettere che canta anche sotto la doccia, Bianca cerca di capire se questo grande cantante, che ha visto in televisione e sulle copertine dei giornali, e le cui canzoni sta studiando; se anche lui, che ha calcato palcoscenici internazionali, si emoziona ancora quando canta. «Certo, l’emozione ci vuole sempre, è lei che fa vibrare tutto ciò che canti».

Felici e soddisfatti i due giovani coristi, piccoli cronisti per un pomeriggio, salutano Al Bano, ponendogli la domanda che tanto li assillava dall’inizio dell’intervista: «Ti piace quando ti applaudono?». Gli applausi, tanto ambiti dai grandi, ma a quanto pare anche dai più piccoli. E cosa avrà risposto il cantante? Un sorriso e una battuta: «Meglio un applauso di un fischio».