La musica è un’arte e come la pittura, la danza, la poesia e tutte le altre arti, è un’espressione dell’animo umano. Si intende, quando parlo di musica, parlo della musica che ci si sofferma ad ascoltare; non della musica usata come un sottofondo o della musica usata per stordire, quelle non potremmo neanche chiamarle musiche, chiasso sarebbe un termine più adatto. Una delle musiche che più è stata messa da parte in questi tempi è la musica classica e la musica solamente strumentale. La musica sulla quale vengono scritte delle parole, infatti, dà già una spinta emotiva all’ascoltatore verso una determinata direzione; la musica senza parole invece lascia all’ascoltatore la piena libertà di volare con la fantasia nei mondi che preferisce, di pensare ciò che vuole, fa nascere in ogni persona sentimenti molto diversi e inaspettati. Un esempio di ciò l’ho sperimentato ascoltando la canzone “Panic” di Giovanni Allevi, questa canzone a me dà una grande pace ma è nata da un momento di panico, come racconta Allevi nell’introduzione del disco “Joy”, al quale la canzone appartiene: “Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un’ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perché il Policlinico è vicino. Forse per l’eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa. Si parla di un attacco di panico o di una cardiopatia e, per la mia mente paurosa, è possibile che non sopravviva ai prossimi dieci minuti. Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l’essere semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura… Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia di vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione. Joy”. Parole bellissime di un grande artista che ha saputo donare alla nostra società una musica che arricchisce l’anima. Forse oggi la cosa che più manca per poter apprezzare questa musica e tutta la musica dei grandi compositori della storia è la pazienza, la capacità di mettersi in ascolto. Un grande mare di parole sta a poco a poco sommergendo la fragile barca dell’ascolto. Anche la musica si potrebbe paragonare a un grande mare, questo mare a volte è calmo e le sue onde accarezzano i corpi delle persone che vi si immergono, a volte è in tempesta e spazza via ogni cosa non curandosi dei bagnanti. Sta dunque al bagnante scegliere se immergersi con l’onda grossa o lieve, sta dunque all’ascoltatore scegliere che musica ascoltare. Ed è proprio questo il bello della vita: la libertà! E la musica ti rende libero.

Elisabetta Cipriani