Da “L’Arena” del 8 maggio 2012, di Gianni Villani.

 

Quando Virginia Sollazzi Castagnetti, figlia di Alberto, l’indimenticabile commissario tecnico della nazionale di nuoto, ha cantato Destinazione paradiso («un viaggio ha senso solo senza ritorno/ se non in volo/ senza fermate né confini/ solo orizzonti neanche troppo lontani/ io mi prenderò il mio posto») di Gianluca Grignani, Federica Pellegrini, seduta in prima fila, non è riuscita a trattenere il pianto. Troppo intenso, troppo radicato il ricordo di Castagnetti. È stato uno dei momenti più commoventi del terzo concerto nella basilica di San Zeno nell’ambito delle celebrazioni per il patrono, dedicato anche alla memoria del Ct azzurro, con protagonisti alcuni solisti e il coro Alive (Associazione lirica Verona) diretti da Paolo Facincani, con l’accompagnamento dell’ensemble strumentale Archibaldi. Un concerto abbastanza estemporaneo per scelta di programmi e di luogo – si sarebbe dovuto tenere sul sagrato, ma il cattivo tempo ne ha costretto l’esecuzione nella chiesa inferiore – che è servito a mettere in bella evidenza una scuola di canto veronese molto agguerrita, composta da un gruppo di giovani (la media sfiorava i vent’anni) ben preparati, di sicuro talento e spesso dalla forte personalità. Fra loro si sono subito distinti i fratelli Bertoni, Jacopo e Francesco. Il primo, alle prese con lo stupendo pezzo Ecce homo di Raffaello Sapere (maestro di canto solistico all’Alive) e con Stars dal musical I miserabili di Schönberg; il secondo non è stato meno coinvolto vocalmente nel brano con coro di Elvis Presley Can’t help falling, come nella stupenda My way di Jaques Revaux. Fra le punte esecutive più interessanti della serata, la voce molto calda e dotata di Virginia Sollazzi Castagnetti, esibitasi nel duplice intervento di On my own (sempre dal musical I miserabili) e nel The winner take sit all (dal musical Mamma mia degli Abba), bissato alla fine per le insistenti richieste del numerosissimo pubblico presente, assieme a uno spiritual cantato dall’intero coro. Come si è mostrata omogenea la linea di canto esile, ma molto acuta ed elegante della giovanissima Marina Zoppi, alle prese dapprima col canto popolare cimbro Binte (elaborato da Gianantonio Mutto ed Emanuele Zanfretta) e infine con I will always love you di Dolly Parton. Brillanti e particolarmente appassionate si sono mostrate infine le voci di Carolina Magaglio (The Climb dal film Hannah Montana) e Olga Verlato, piena di slancio, che ha fatto il verso alla grande Mina padroneggiando un eccellente E se domani di Rossi-Calabrese. La serata, voluta per i giovani e con i giovani dall’abate Gianni Ballarini, è vissuta come detto anche sul ricordo di Alberto Castagnetti, che era un grande appassionato di musica classica e lirica. Con Federica Pellegrini erano presenti anche Filippo Magnini, Domenico Fioravanti e Emiliano Brembilla, tre big del nuoto azzurro e mondiale: invitati dal presentatore Andrea Felisetti, hanno rivolto espressioni riconoscenti e calorose al Ct, alla sua forte personalità. «Un vero padre», hanno sottolineato tutti, «prima ancora di essere il nostro preparatore». È intervenuto anche anche il coordinatore del Centro federale di nuoto di Verona, Marcello Rigamonti. Una serata molto festosa, con un pubblico caloroso, accorso in grande numero per la speciale occasione.