claudio moro

Il Maestro Claudio Moro

Claudio Moro, insegnante di chitarra e basso elettrico in A.LI.VE., ci parla di musica e di uno degli strumenti più antichi del mondo.

«Mi piace pensare che chi viene da me per studiare uno strumento sia una bottiglia piena da stappare». Così esordisce il Maestro Claudio Moro il giorno del nostro incontro. L’insegnante di chitarra e basso elettrico in A.LI.VE., allontanando le formalità, ci racconta con un bel sorriso il suo amore per la musica, l’arte, la chitarra e l’insegnamento. Comunicazione e Passione, queste le parole chiave per fare musica secondo il Maestro. «Emozione, sensazione, intensità, sono le caratteristiche della musica che ogni giovane strumentista deve percepire e fare proprie» precisa Moro, che aggiunge: «Il mondo è pieno di musicisti dediti al virtuosismo e alla tecnica, ma non sono sufficienti: senza la comunicazione è come se ponessero un muro tra loro e chi ascolta».
Questa concezione della musica nasce dall’esperienza artistica del Maestro, vicina alla musica etnica e portoghese, un genere che nasce ricco di intensità e malinconia, espressione delle difficoltà e sofferenze di un popolo colpito dalla dittatura. Si tratta di un genere musicale che spesso è difficile da comprendere per i nostri giovani artisti, ma che fa parte del patrimonio di formazione del Maestro, che porta con sé e nell’insegnamento questa profonda umanità.
Secondo Claudio Moro «è importante seguire la volontà e il desiderio dell’allievo, preparare insieme la musica che muove il suo interesse, qualsiasi essa sia e se vorrà, sarà lui ad avvicinarsi ai generi più complessi. E’ l’evoluzione del musicista, un percorso fatto di esperienza e studio ». La tecnica deve essere studiata, ma in seguito ogni artista si potrà specializzare mantenendo sempre una certa plasmabilità ai diversi generi musicali. Tutto si adatta all’allievo che in questa disciplina può avere qualsiasi età, anche se, come tutte le arti, i primi approcci alla chitarra sarebbero preferibili tra gli otto e dieci anni. «L’ideale sarebbe che i bambini mostrassero spontaneamente un interesse. I genitori hanno un ruolo fondamentale nell’indirizzo e nella formazione, ma soprattutto quando sono così giovani, è giusto che facciano ciò che si sentono. Ho un allievo di otto anni che fiero mi dice che ha studiato chitarra sei minuti e va benissimo così!».
Ma al di là dei giovanissimi, come dicevamo, la chitarra è uno strumento che può entrare a far parte della persona e del proprio essere a tutte le età. A sostegno di questa tesi il Maestro ci racconta di un corso tenuto anni fa per un gruppo di pensionati. «Gli obbiettivi erano più bassi chiaramente, ma a distanza di anni mi telefonano ancora raccontandomi che si esibiscono o suonano per diletto».
Claudio Moro ha un’idea molto chiara anche sui giovani d’oggi, condividendo la filosofia di A.LI.VE.: «le potenzialità e la passione dei giovani vanno stimate e valorizzate nei modi più consoni al singolo allievo».
Parlando dei giovani artisti dell’Accademia, ricordiamo al Maestro il concerto per la terza età eseguito lo scorso 19 dicembre in Gran Guardia con i cantanti solisti. Per tale occasione, Moro ha riarrangiato con loro le musiche degli anni ‘70, adattandole alle esibizioni con chitarra acustica e riportando indietro nel tempo il pubblico di circa cinquant’anni. «Il lavoro è stato intenso, ma facilitato dai giovani cantanti che sono stati in grado di adattarsi bene. La partenza nel mondo della musica è molto buona, devono mantenere questa grinta e voglia di imparare».
Al momento sta inoltre collaborando con Achille Facincani, compositore delle musiche de L’oste in mezo ale done, in produzione con il coro giovanile. Mostrando di nuovo un sorriso ci spiega come sia necessario adattare le musiche alla chitarra, non essendo uno strumento duttile come il pianoforte: «L’opera mi piace e Achille è stato in grado di creare ottima musica, adatta al contesto richiesto. In un momento di stallo nella produzione di musica nuova, è notevole avere un così giovane compositore ».
Uno degli strumenti più antichi rimane comunque una grande richiesta nel mondo della musica di oggi, un mondo parallelo alla quotidianità frenetica e produttiva, in cui si premiano ancora passione, dedizione e sensibilità, in cui ai giovani è lasciata libera espressione dell’essere e ai meno giovani è data l’opportunità di trovare un modo nuovo e differente di comunicazione dell’emozione.

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CHI È CLAUDIO MORO? 

Claudio Moro suona la chitarra, il basso elettrico e la chitarra portoghese. Ha fatto studi classici con i Maestri Alberto Gerard e Filippo Maria Cailotto. Ha studiato Chitarra Jazz con Tomaso Lama, e composizione e didattica della musica con Piero Messina e Francesco Villa. In ambito didattico è coautore di diversi metodi per chitarra: Audiomaster, Ricordi. Con l’illustratore per l’infanzia GEk Tessaro e il Gruppo Extrapola ha partecipato alle più importanti manifestazioni del settore con spettacoli in tutta Italia. Con il gruppo Feira Lusa propone, in ambito nazionale, uno spettacolo di Fado, la musica tradizionale portoghese, partecipando alle più importanti rassegne di musica etnica. Con la cantante Laura Facci, ha registrato per il Leonard Cohen Event di Berlino 2006. Con la ‘JOHN PAPA BOOGIE BLUES BAND’ ha suonato in alcuni tra i più importanti locali d’Italia e d’Europa (Panic di Marostica, Rex di Parigi, Montmartre di Copenaghen). Da oltre vent’anni lavora come insegnante di strumento e collabora con interpreti e gruppi di musica etnica e cantautorale affrontando anche repertori classici con orchestre e cori. Ha realizzato numerosi lavori di incisione per compagnie teatrali, cantanti e cantautori.

Un articolo di Elisa Beverari