Da “L’Arena” del 31 marzo 2012, di Dunya Carcasole.

1 aprile. Con un inno alla creazione, si è chiusa la rassegna Atto III, che ha portato arte e passione sul palco del Teatro Filippini. Quasi a sottolineare quanto l’amore per la musica, il teatro e l’arte sia leva vitale, ha invitato a esibirsi in concerto gli Archibaldi, un ensemble di archi (con la presenza straordinaria di una spinetta) formato da professionisti sì, ma in altri settori. Diretti da Massimo Barba (violinista e docente) tutti i componenti hanno lasciato, nel loro percorso di vita, l’idea di una carriera musicale e perseguito altre strade ma proprio la passione per la musica li ha riuniti in una formazione che accosta psicologi a bancari, medici a studenti. Il sentimento e la partecipazione nell’esecuzione di un repertorio ad ampio respiro, trasferita con un pizzico d’ironia e tanta umiltà al pubblico, è quanto di più distante vi sia dal mero calcolo matematico. Eppure, a partire dalla scuola pitagorica, il rapporto tra metrica e matematica è cosa assodata. Ed è proprio la magia di una frazione aritmetica trasformata in pathos la linea sottile che ha unito il concerto all’altra forma d’arte proposta giovedì sera, quella visiva delle scenografie virtuali studiate dal designer Alberto Ferrari e proposte in video sotto forma di una cascata di pixel. Il linguaggio dello spartito e quello informatico così uniti nella creazione di un big bang emozionale in cui molecole di luce hanno danzato sulle composizioni di Torelli, Vivaldi, Respighi, Fauré, Piazzolla, Albinoni, unendosi in lampi, pulsazioni, immagini astratte. Note come numeri, pixel come atomi per dar vita a un universo delicato di passioni. Un richiamo a una «nuova alba» come ha suggerito nella presentazionee Simone Azzoni, che ha curato la rassegna in collaborazione con Roberto Terribile e Fondazione Aida. È stata così la vera magia dell’arte a chiudere Atto III, quella ricerca del bello e del puro che unisce tutte le discipline e soprattutto gli artisti agli spettatori. Domani, sempre al Filippini, si chiude anche la rassegna Famiglie a teatro: alle 16.30 andrà in scena Un treno carico di filastrocche, tratto dal Treno delle filastrocche (1952) e da altre celebri raccolte di Gianni Rodari.