Una scena di “Un Re, un papero e un nano”

Vi presentiamo uno degli ultimi successi di A.LI.VE., lo spettacolo musicale che affascina e diverte adulti e bambini..

Favola musicale in 6 quadri, Un Re, un Papero e un Nano (libretto di Lorenzo Gobbi), è uno degli ultimi spettacoli messi in scena dai ragazzi di A.LI.VE. e che vede coinvolti i solisti, il coro di voci bianche e le promettenti allieve di danza. Lo so, un Re, un Papero e un Nano potrebbe sembrare uno strano abbinamento di personaggi, ma in realtà c’è qualcosa di grande che li unisce in questo spettacolo. I tre amici sono infatti in viaggio verso una meta sconosciuta: nessuno sa dove porterà questo viaggio né quanto tempo ci vorrà. «La storia è abbastanza semplice» spiega Giannantonio Mutto, compositore musicale della rappresentazione «questi tre personaggi, sono una sorta di tre moderni Re Magi che partono alla ricerca di un bambino (o di una bambina). Il Re è saggio, pacato e protettivo; il Papero, tace quasi sempre, mentre il Nano è una sorta di consigliere ». Il viaggio dei tre non è certo semplice da compiere. Si troveranno ad attraversare un bosco fatato, incontreranno gli animaletti fatati e colorati che popolano le cento città che visiteranno, a volte proveranno paura e avranno nel cuore qualche dubbio, ma alla fine, con fiducia e coraggio, troveranno a sorpresa il bambino. Ma alla fine, con fiducia e coraggio, troveranno a sorpresa il bambino. Come commenta Mutto: «Il loro itinerario è un po’ sofferto, perché si tratta della ricerca di un giovane scomparso. Di conseguenza, anche il pretesto musicale deve essere forte, di stimolo». Il compositore spiega poi come è nata la musica, creata su un’opera esistente, un testo in rima, già suddiviso in dialoghi e canzoni. «Le scelte compositive sono state fatte in base ai motivi della storia, che sono diversi. Il primo è senza dubbio il viaggio, il secondo è la ricerca di un bambino: in questo caso i ritmi ricorrenti aiutano lo spettatore a ricollegare gli avvenimenti. Le altre scelte musicali sono legate alle esperienze dei protagonisti, i giochi, le nuove conoscenze, e quindi ho pensato che potessero andare bene i ritmi latino- americani. Ci sono perciò delle Sambe, c’è una Habanera, che sono musiche dal ritmo morbido ma vitale, alcune volte giocoso». Da non trascurare è l’elemento fiabesco che caratterizza Un Re, un Papero e un Nano, e «che richiede una melodia efficace, semplice, lineare, con un ritmo ricercato, per non sembrare banale e per riuscire così ad attirare l’attenzione dei bambini». «La storia è piena di colori» – aggiunge il compositore – «ed è stato bello collegare la musica a tutti questi eventi, cercando però di non portare nuovi significati al racconto, ma attraverso il ritmo valorizzare le parole e gli insegnamenti che già esistevano nel testo». La musicalità, il ritmo vivace, il testo in filastrocca e la storia magica e fiabesca, oltre ai colori dei costumi e dei balletti richiamano la spensieratezza propria dei bambini, quelli che giocano a palla e con la neve, ma che nel viaggio della vita poi crescono e capiscono qual è la loro strada. Che sia proprio questo il messaggio di Un Re, un Papero e un Nano? «Il mio obiettivo è sempre quello di divertire con la musica, se già i bambini ricorderanno i ritmi e proveranno a cantarli, io avrò raggiunto il mio scopo. Il mio lavoro è sempre stato con i giovani e per i giovani, non riesco a immaginare un altro modo per portare la musica nel mondo del futuro».

Un articolo di Alice Martini