Il professor Keating in una scena de “L’attimo fuggente”

A tu per tu con la Prof.ssa Luciana Marconcini, dirigente scolastica per oltre trent’anni, che ci parla di scuola, professori e giovani d’oggi.

Si tende sempre a trovare qualcosa di sbagliato nella scuola italiana, ma per Luciana Marconcini è tempo di abbandonare questo pessimismo diffuso, perché dietro ai punti dolenti del sistema scolastico si nasconde un mondo fatto di docenti e di ragazzi dal grande cuore. Ma chi è Luciana Marconcini? Luciana Marconcini è stata una preside e una professoressa speciale. Per 33 anni è stata alla guida di diverse scuole di Verona: il CTP (Centro Territoriale Permanente) Carducci che comprende l’IC15 di Borgo Venezia, le scuole del carcere e due corsi sperimentali dell’Istituto Berti e dell’Istituto Agrario. Qualche anno fa è entrata in contatto con l’Accademia Lirica Verona e, riconoscendo l’importanza della musica nell’ambiente scolastico, ha permesso ai maestri di A.LI.VE. di insegnare violino agli alunni delle scuole elementari e delle scuole medie. Dal primo settembre del 2014 Luciana è in pensione. Da una lunga e piacevole chiacchierata con lei è nata questa intervista, sulla scuola di oggi, sui ragazzi e su questioni e punti interrogativi che tutti noi da studenti avremmo voluto affrontare con i nostri insegnanti e dirigenti..

Sicuramente ha sentito parlare del mitico professor Keating del film L’Attimo Fuggente. Esistono professori così?
Certo, ne esistono più di quanti se ne possano immaginare. La realtà è sempre un po’ diversa dai film, ma conosco molti professori che amano la loro disciplina e che entrano nel cuore dei ragazzi. Credo che un insegnante debba trasferire ai ragazzi non solo l’amore che ha verso la disciplina che insegna, ma soprattutto l’amore che ha per i ragazzi stessi. Un professore può essere severo e pretendere molto, ma lo può fare quando anche lui dà molto ai ragazzi. Non è vero che i ragazzi non vogliono professori severi, i ragazzi li vogliono quando sono competenti e autorevoli. Il vero segreto, comunque, è l’amore: voler bene ai ragazzi, amare la propria disciplina e divertirsi! Il termine educare deriva dal latino “educere” (tirar fuori), educare i ragazzi vuol dire tirar fuori i loro aspetti migliori.

E come può fare un insegnante a far uscire gli aspetti migliori dai ragazzi?
Innanzi tutto è necessario dare fiducia ai ragazzi e stimolarli ad avere un pensiero critico. Un modo per stimolare i ragazzi può essere l’utilizzo dei linguaggi non verbali (arte, musica, educazione motoria). I linguaggi non verbali sono molto utili sia per l’eccellenza, sia per il recupero delle difficoltà. Il movimento, la creatività e la musica sono dei laboratori fondamentali per i giovani. Il grande psicologo Jean Piaget afferma che, soprattutto durante gli anni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, la manipolazione e l’aspetto iconico sono indispensabili per la formazione dei bambini. È importante promuovere dei progetti che aiutino i ragazzi a sviluppare la propria creatività, è per questo motivo che è importante aprire le scuole, come ho sempre fatto nelle mie, a esperienze come quella di A.LI.VE.

Passiamo a una questione un po’ delicata, ma che ha sempre incuriosito noi studenti: un dirigente scolastico può allontanare un docente ritenuto ‘poco valido’?
Uno dei punti più dolenti del sistema scolastico italiano è la difficoltà che ha il dirigente scolastico nell’allontanare i docenti poco validi. Il dirigente per poter intervenire deve ricevere delle segnalazioni scritte nelle quali le persone che sporgono la denuncia si assumono la piena responsabilità di quanto dicono. Non si può mandar via un docente per antipatia, bisogna raccogliere delle prove documentali valide. C’è una trafila burocratica da seguire: i rappresentanti degli studenti (nel caso delle scuole superiori) e i rappresentanti dei genitori (nel caso delle scuole medie e elementari) possono andare a parlare con il preside solo se possiedono la documentazione e le testimonianza che attestano l’effettiva inadeguatezza del docente. L’inadeguatezza del docente può dipendere sia dall’atteggiamento che ha con i ragazzi (se li umilia, se non li stimola sufficientemente, se non li valorizza), sia da come si approccia alla didattica (se non insegna, se non svolge il programma). Il più delle volte, comunque, non si arriva al licenziamento del docente non valido, ma più facilmente il docente viene solo allontanato o cambiato di ruolo. Il problema dunque non viene risolto, ma spostato.

Se i professori hanno le loro colpe anche i ragazzi non sono da meno. Spesso, infatti, pensano di “far fesso” il professore, per esempio copiando. Cosa ne pensa di tutto ciò?
I ragazzi che si credono furbi perché non studiano o che pensano di imbrogliare il professore, in realtà non si rendono conto che fanno del male a sé stessi: non studiando non imparano e non imparando buttano via il tempo. Se da un lato i ragazzi dovrebbero cercare di impegnarsi al massimo per lo sviluppo delle loro potenzialità, dall’altro i professori dovrebbero cercare di rendere le lezioni vivaci e motivanti per suscitare l’interesse degli alunni.

Cosa ne pensa dei giovani di oggi?
ll mondo dei giovani è variegato e complesso e le generalizzazioni non vanno mai bene, ma io ritengo che la maggioranza dei giovani siano persone straordinarie. Purtroppo i mass media, ma anche semplicemente la gente, molte volte mettono in risalto solo gli aspetti negativi, che certamente esistono, ma ci sono anche sempre state: la violenza e il bullismo sono fenomeni che esistono da sempre. I giovani di oggi non hanno smesso di parlare di coraggio e di ideali, hanno tanta forza e sono molto più in gamba di come vengono descritti. Io ho molta fiducia in loro.

Che consiglio darebbe ai giovani?
Consiglio ai giovani di perseguire i lori sogni e i loro obiettivi con umiltà e determinazione e di non smettere mai di studiare. La nuova filosofia della comunità europea dice: “Learning for Life” (Imparare per tutta la vita). Imparare per tutta la vita è una cosa meravigliosa, non si finisce di studiare finita la scuola, si studia e si impara sempre. Bisogna tenersi aggiornati, avere flessibilità mentale. Perciò ragazzi siate curiosi, abbiate sempre voglia di conoscere cose nuove, impegnatevi e avrete grandi soddisfazioni!

Che opinione si è fatta su A.LI.VE.?
Conosco A.LI.VE. per la qualità e la competenza. Sono sempre stata affascinata dai vostri concerti. Il coro mi piace molto perché dall’unione di “singoli” fa nascere l’armonia d’insieme. A.LI.VE. produce “bellezza” e la bellezza è sempre positiva perché forma, crea, plasma e arricchisce.

Un articolo di Elisabetta Cipriani