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V.I.P. Viviamo in Positivo!

In un’intervista doppia, il compositore Oscar Gagliardo e il clown Paparone presentano l’associazione VIP e la sua neonata sigla ufficiale.

È una passione unica quella dei protagonisti di questa intervista. Una passione che nasce dal cuore e che non ho potuto fare a meno di percepire fin dalle prime battute. È l’amore per il prossimo, per la musica e per il proprio lavoro. Un lavoro che regala emozioni, conforto e sorrisi. Ed è proprio da questa passione comune che è nata la collaborazione tra Oscar Gagliardo e Paparone, compositore il primo, clown dell’associazione Vip (Viviamo In Positivo) il secondo. Collaborazione da cui ha recentemente visto la luce la composizione della sigla VIP da parte di Gagliardo, eseguita e registrata dai solisti e dal coro voci bianche di A.Li.Ve. Il primo a prendere parola è proprio Paparone che racconta: «L’associazione nasce a Torino, dalla volontà di una signora argentina. La donna era stata a lungo separata dalla sua famiglia, che da tempo risiedeva in Italia. Quando finalmente riuscì a partire per raggiungerla scoprì che il figlio era stato ricoverato in ospedale a Torino. Nel corso di questa triste esperienza si mobilitò per far cominciare il movimento dei clown anche in Italia». L’associazione oggi conta trentacinque federati in tutta Italia, da Messina a Milano. Con una certa soddisfazione Paparone rivela che la sede di Verona ha compiuto dieci anni il mese scorso. Ed è qui che interviene Oscar Gagliardo, compositore della sigla dell’associazione, eseguita per la prima volta proprio nell’anno del decennale. «Sono venuto in contatto con Vip lo scorso anno grazie ad una veleggiata sul lago di Garda dedicata ai bambini di Opera Silente, nella quale ho incontrato clown Esmeralda che mi ha riconosciuto quale autore dell’Inno ufficiale della Gerbera Gialla» spiega Gagliardo. Dopo una chiacchierata, Esmeralda propone al compositore di ideare una sigla per l’associazione. «Ho accettato subito. Conosco l’attività dei clown, l’aiuto che portano alle persone in difficoltà. Con i loro sorrisi e la loro spensieratezza sono capaci di aprire il cuore e la mente». E in effetti, questo vuole essere lo scopo dell’attività di Vip, ben espresso nel loro slogan: ‘Non sorridiamo perché succede qualcosa di bello ma succede qualcosa di bello perché NOI sorridiamo’. Ma se l’amore per il prossimo è fondamentale nell’attività dei clown, altrettanto importante è la loro formazione. «I clown partecipano a corsi di formazione» – precisa Paparone – «Questi proseguono fino alle selezioni, che avvengono tramite l’analisi delle motivazioni personali. La cosa più importante è la disponibilità e la convinzione nell’aiuto, che non può essere solo per alcune persone ma per tutti quelli che ne hanno bisogno». La promozione delle attività avviene nelle scuole, dove si cerca di sensibilizzare i ragazzi sulla sintonia che esiste tra le persone e li si aiuta a sviluppare empatia con i propri coetanei. Esistono poi missioni: in Libano o con i bambini della Bielorussia ed è partito il progetto per una nuova sede a Gornia, vicino a Zagabria. Una volta all’anno Vip collabora poi con l’Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), in una vera campagna di sensibilizzazione alla donazione del midollo osseo. Attualmente gli operatori Vip sono presenti all’ospedale Orlandi di Bussolengo, tutti i sabati più un mercoledì pomeriggio al mese, all’ospedale di San Bonifacio, il Polo Confortini a Borgo Trento una domenica al mese e due case di riposo a Sommacampagna e a San Giovanni Lupatoto. Sono 110 clown, di cui in attività un’ottantina. La curiosità è padrona ed è proprio Gagliardo a chiedere spiegazione sulla scelta dei nomi dei clown: «Il nickname di ciascuno di noi viene scelto durante il corso base dai pretendenti e una volta trovato diventa unico, tanto da venir scritto su un libro almanacco» spiega Paparone, che aggiunge: «Molto più di quello che diamo è ciò che riceviamo. E questo ci spinge ogni volta a credere in un progresso, nell’abbattimento dei muri di dolore e di indifferenza, raggiungendo una sfera di umanità sempre più alta». Come sottolinea poi, diventare clown porta a un cambiamento profondo: vedere e provare nuove e profonde esperienze modifica il modo di pensare e di agire. «Ma è qui che emerge la differenza tra un pagliaccio ed un clown… è infatti sempre importante rimanere ‘persone nel ruolo del clown’». L’ultima parola è di Gagliardo, che racconta come abbia subito contattato il Maestro Facincani di A.LI.VE. per l’esecuzione della sua sigla VIP. «Ero convinto che la bontà degli interpreti, la loro purezza e semplicità avrebbe potuto regalare sollievo e del sollievo ai malati, che forse per un giorno avrebbero potuto sentirsi spensierati e felici, dimenticandosi il proprio dolore».

 

Un articolo Alice Martini

Ascolta la sigla V.I.P.